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Fragile e spavaldo

Articoli

"FRAGILE E SPAVALDO. Ritratto dell'adolescente di oggi"
di Gustavo Pietropolli Charmet
Laterza: Roma-Bari, 2008
pp.125, euro 10,00


IL TORMENTO E L'ESTASI
di Giuseppe Sacco

Non vi è dubbio che la tematica dell'adolescenza sia uno dei problemi cruciali dell'epoca che stiamo vivendo. Questo, naturalmente, non vuol dire che sia presente solo nella nostra fase storica e nella nostra cultura ma che è la modalità come si pone che è specifica della nostra epoca e della nostra cultura.
Il libro di Pietropolli tratteggia in termini suggestivi alcuni aspetti di tale modalità.
Ma prima di abbozzare una riflessione sul lavoro in oggetto, riteniamo opportuno soffermarci sulla distinzione fra caratteristiche varianti e caratteristiche invarianti o costanti di ogni processo o evento biopsicosociale, come per esempio quello dell'adolescenza.
Infatti, quando si parla di "adolescenti", di "anziani", o di qualsiasi altra classe di individui, dobbiamo fare molta attenzione alle facili generalizzazioni che appiattiscono o negano le pur forti differenze individuali che esistono, anche in considerazione che ogni individuo è unico e irripetibile.
Per "caratteristiche varianti", infatti, intendiamo proprio queste differenze individuali che si presentano da persona a persona, da membro a membro della stessa classe e che, nel caso degli esseri umani, tendono a crescere col progredire dell'età. Infatti, partendo dalle differenze minime che ci sono tra due bimbi di un anno, si arriva alle grosse differenze che esistono tra due anziani di ottanta anni che avranno stratificate esperienze di vita molto varie e differenti fra di loro.
Quando invece parliamo di caratteristiche invarianti o costanti intendiamo sottolineare gli aspetti e gli elementi ricorrenti di quegli individui all'interno della stessa classe, tali da rendere quella classe specifica.
E' proprio sull'analisi di tali caratteristiche "invarianti " o "costanti" che si fonda il libro di Pietropolli, focalizzandosi su alcune tipologie di adolescente che costituiscono le coordinate di riferimento all'interno delle quali ascrivere le significative differenze individuali del modello culturale adolescenziale della nostra fase storica.
La figura di Narciso, contrapposta a quella di Edipo, costituisce un affresco sintetico di molte caratteristiche frequenti in un gran numero di adolescenti odierni, racchiusi nella loro "fragilità e spavalderia".
Il lungo periodo adolescenziale che inizia verso i 12 anni, per concludersi in un orizzonte temporale che tende nella nostra cultura a dilatarsi a dismisura, ha come obiettivo principale quello di definire e costruire quella che viene definita l'"identità personale": i propri pensieri, emozioni e comportamenti sono a loro volta oggetto di riflessioni, teorizzazioni, considerazioni critiche che conducono alla consapevolezza di sé o coscienza della conoscenza di sé, al poter pensare il proprio pensiero.
Nell'ambito di questo discorso diventa centrale la concettualizzazione di Pietropolli su quelle che abbiamo chiamato le caratteristiche invarianti: l'adolescente odierno concepito come un animale simbolico.
Lo sviluppo delle connessioni fra gli assemblamenti neuronali del sistema nervoso centrale consente all'adolescente di elaborare pensieri astratti, affrancandosi così dal pensiero "concreto" dell'infanzia-fanciullezza e di acquisire la capacità di riflettere sul suo pensiero e su quello degli altri, creandosi dei modelli astratti della propria e dell'altrui mente.
Dopo la fase di egocentrismo relazionale infantile fondamentale al bambino per cominciare a riconoscersi come essere psicofisico e del pensiero concreto utile per adattarsi all'ambiente sociale, abbiamo la fase dell'egocentrismo adolescenziale. Esso si caratterizza per essere un egocentrismo di teorie (su sé e il mondo) e di pensieri che l'adolescente oppone al suo ambiente sociale con l'obiettivo di differenziarsi, di affermare la sua individualità e unicità, di realizzare la sua autonomia mentale e sociale. Naturalmente questo processo raramente è indolore mentre spesso è conflittuale. Infatti, se da una parte l'adolescente non può esimersi dalla forte spinta naturale di staccarsi dagli schemi e dalle modalità preesistenti e navigare verso l'autonomia e l'esplorazione del mondo, dall'altra si trova in difficoltà per l'assunzione di rischio e nuove responsabilità che ne derivano e dalla situazione di "disordine ideo-affettivo" che viene definita da alcuni autori di "solitudine epistemologica".
La spinta al distacco cognitivo ed emotivo dalla famiglia tipica della fase adolescenziale risponde a una serie di esigenze caratteristiche della specie umana. Infatti, da un punto di vista biologico e sociale consente di relazionarsi con individui differenti da sé, favorendo l'espansione del gruppo sociale e le opportunità di accoppiamento. Da un punto di vista più psicologico consente di ampliare le proprie capacità di adattamento a una realtà basata sulla molteplicità e sull'imprevedibilità di eventi che solo il pensiero astratto permette di affrontare con qualche probabilità di successo.
Al fine di conseguire i suoi obiettivi qualificanti la fase adolescenziale a sua volta si attua in due periodi che sfumano uno nell'altro.
Un primo periodo di disorganizzazione e disordine derivati dalle esperienze preadolescenziali e dalle modificazioni qualitative di atteggiamenti consentite dallo sviluppo psicologico individuale. La formalizzazione del concetto di sé può condurre anche verso una situazione di fisiologica "divisione dell'Io" che se non gestita opportunamente può avere delle conseguenze patologiche.
Al periodo di maggior disordine fa seguito quello della riorganizzazione per mezzo della quale l'iniziale divisione del proprio pensiero e della relativa affettività verrà seguita da una riorganizzazione dell'identità personale. Dopo essersi opposti, a volte in modo duro, alla cultura, alle idee e ai costumi della famiglia di origine, può spesso avvenire di confermare e seguire le stesse modalità prima contestate, ma naturalmente la cosa fondamentale è che ciò sia avvenuto con una scelta e un percorso personale che solo una fase di opposizione può consentire.
All'interno di questo discorso il rapporto che l'adolescente instaura con i genitori è di importanza cruciale, in particolare per la modalità di costruzione dell'identità personale: l'autostima, la sicurezza di sé, l'immagine di sé nella costruzione dei ruoli affettivi e sociali, la formazione di teorie e aspettative rispetto alle situazioni di vita, ecc., risentono in gran parte dell'atteggiamento che si costruisce in famiglia attraverso le relazioni interpersonali familiari. In particolare, il genitore dello stesso sesso (omologo) costituisce un modello di cui si tendono a sottolineare i difetti o accentuare i pregi e nel rapporto con esso l'adolescente ricerca complicità e un trattamento paritario. In questo periodo potrebbero nascere grosse intese come pure incomprensioni che si possono trascinare a lungo nella vita futura. Gli scontri col genitore omologo sono quasi inevitabili e ripetuti, facilitati dal nuovo contatto che si stabilisce con i coetanei e adulti significativi del proprio stesso sesso che vengono presi a paragone. Il rapporto precario o eccessivamente contrastato col genitore omologo può provocare insicurezza verso il gruppo dei coetanei, specie per quanto riguarda il rapporto col sesso opposto e potrebbe influire in seguito sul futuro adattamento di coppia con difficoltà a strutturare rispettivamente il ruolo di marito e padre o moglie e madre.
Nella relazione col genitore di sesso opposto (eterologo) l'adolescente verifica invece il pezzo dell'identità personale costituito dall'amabilità (il sentirsi amato e amabile) ma è soprattutto da questo rapporto che si sviluppano in età adolescenziale le teorie che dirigeranno le modalità future di rapporto con le persone di sesso opposto. Una relazione adolescente-padre dove l'atteggiamento di quest'ultimo viene vissuto come tirannico e autoritario si ritrova spesso nell'adolescenza di donne che sono portate a considerare gli uomini che incontrano come aggressivi o possessivi. Un padre vissuto come assente o che ha abbandonato la famiglia può indurre nella figlia difficoltà a stabilire legami con l'altro sesso con "copioni" di aggressività o abbandono anticipato.
L'interazione con una madre dominante e iperprotettiva abbinata a una figura paterna periferica o assente, "sensibilizza" il figlio alla ricerca di donne autonome e al vivere come costrittivi e oppressivi gli adattamenti che una relazione affettiva richiede, privilegiando relazioni numerose ma di breve durata.
Il rapporto col genitore eterologo vissuto come ambiguo e indefinito può provocare un senso di sfiducia nel proprio partner con aspettative di delusione e di precarietà nel rapporto.
In questo periodo, inoltre, l'adolescente è particolarmente attento ai giudizi, specie se negativi, dei pari e degli adulti significativi, ma anche al modo di cui si parla dei genitori e come essi parlano uno dell'altro e sulle loro modalità di instaurare le relazioni affettive.
Nel percorso che conduce dall'infanzia all'età adulta si troveranno così modalità sempre più differenziate di "essere nel mondo" e provare emozioni. La modalità di sentire e manifestare paura, gioia, tristezza e altri sentimenti che nei bambini è più o meno analoga, assume nell'adulto modalità sia quantitative che qualitative differenti da un individuo all'altro. Le correlazioni fra sensazioni e avvenimenti della vita che si sviluppa nell'adolescenza e la elaborazione di aspettative e programmi di vita in base a queste correlazioni, fanno parte della funzione adattiva con cui l'adolescente organizza le proprie modalità di conoscenza e permettono di completare quel senso di unicità necessario per differenziarsi.
Tutto questo passa attraverso l'esperienza tormentata del conflitto, tra la confusione e la disorganizzazione interiore vissuta con un forte senso di solitudine e la potente spinta alla socialità che può condurre alla fusione con un altro individuo e/o col proprio gruppo di appartenenza.
Il tormento della solitudine e del conflitto e l'estasi della fusione emotiva e ideale con gli altri significativi….il tormento e l'estasi…..la fragilità e la spavalderia.


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