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LA CIVILTA’ DEGLI AFFAMOSI

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Il 21 di marzo entra la primavera, stagione bellissima piena di promesse per la nuova vita degli esseri viventi tutti. O quasi. Infatti l’Onorevole sindaco leghista Milena Cecchetto di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza, ha scelto proprio il primo giorno della prima settimana di primavera per ricordare al mondo che tutto può essere semplicisticamente ridotto in 2 blocchi come ad esempio i buoni e i cattivi, i bianchi e i neri, il nord e il sud, i ricchi ed i poveri, i pagatori e i morosi. Con buona pace dei duemila anni di storia Cristiana e dei suoi inutili tentativi di insegnamento di sfumature come la solidarietà, la carità, la cooperazione, il senso di umana giustizia e via dicendo. Tutti valori riconducibili ad un cattolicesimo sbandierato a piene mani dal partito politico dell’onorevole sindaco, al punto da divenire, secondo loro, talmente parte integrante di questo Stato, che qualsiasi timido tentativo di pensare ad uno stato laico viene additato e mal giudicato. Alla faccia della coerenza, l’amministrazione comunale di Montecchio Maggiore, ha deciso, di fronte al mancato pagamento della mensa scolastica di nove famiglie, sette straniere e due italiane, di “ridurre” il pasto ai bambini figli dei morosi. E così senza preavviso alcuno i piccoli al posto del pasto completo servito ai compagni, si sono visti portare a tavola un panino e dell’acqua.
Ora io, che da anni faccio parte di un’associazione di genitori e un po’ conosco i meccanismi burocratici, voglio sorvolare su informazioni che pure i giornali possono aver omesso, come ad esempio il fatto che le famiglie non economicamente in grado di pagare la mensa possono chiedere l’esonero presentando l’apposita richiesta, così evitando di cadere nella morosità, percorso questo che i giornalisti non hanno specificato se sia stato seguito oppure no. Tuttavia il mio ragionamento va al di là dei fatti amministrativi e si ferma solo su una semplice considerazione: provate a immaginare un bel gruppetto di bambini festanti che va a mensa, ci si lava le mani, si scherza un po’, la maestra chiede di comportarsi bene, si percorre il corridoio accanto all’amica/o del cuore, ci si becca un po’ col compagnetto antipatico, si entra a mensa, che a quell’ora profuma di cose buone che parlano alla pancia, si occupa il proprio posto a tavola e quando arriva la signora con il pasto sorpresa!!!!!! Nove di questi festanti bambini hanno davanti solo pane e acqua. O ma che meraviglioso, mirabile espediente educativo per le famiglie! A desso sì che si renderanno conto che la mensa si paga se si fa parte di una collettività! E i bambini???? Dove li mettiamo i bambini?????? A già dimenticavo, le colpe dei padri ricadono sui figli! Vergogna Signora Onorevole Sindaco, deve vergognarsi lei e tutti coloro che nella sua giunta si occupano di scuola,e quindi di educazione, e anche coloro che nella sua giunta si occupano di salute mentale dei cittadini. Possibile che non ci sia stato nessuno in grado di pensare cosa sarebbe passato nella testa di bambini messi in quella situazione? Cosa significherà per loro quel ricordo per tutta la loro vita, quale ferita in un’età cosi tenera, provocherà questa vicenda? So che la protesta della gente di quel paese del vicentino è stata forte e decisa. Saggio il popolo, saggia la gente che con quei bambini vive ogni giorno. Ma mi chiedo dove può arrivare la strada tracciata da chi vuole dividere il buono dal cattivo, il bene dal male, il”giusto”dallo “sbagliato”. Mi chiedo come, anche volendo pensare a un gesto estremo, non sia venuta in mente a nessuno una soluzione meno umiliante per i bambini, una qualsiasi cavolo di soluzione, anche quella di farli venire a prendere a pranzo e riaccompagnare a scuola dopo (comunque assurda!!!) Meglio un’azione legale nei confronti di nove famiglie che l’umiliazione di nove bambini. Meglio qualsiasi schifosa cosa di questa scelta dissennata che fa frizione sui più deboli, su quelli che possono essere schiacciati senza possibilità di difendersi, quelli che sono pronti a tacere, che hanno paura di opporsi, quelli che si vergognano talmente tanto da voler sparire ma non lo sanno dire: i bambini. E allora signora Sindaco davvero, come hanno scritto i suoi saggi cittadini sui loro cartelli, lei è riuscita a ottenere che il suo Comune resti impresso nella memoria non già per la sua bella gente e per la sua bella storia, ma per aver avuto una Onorevole Sindaco che ha reso ben nove dei suoi piccoli cittadini davvero AFFAMOSI. Con buona pace della cultura di plastica dei tronisti, delle veline e del mondo del reality.

Carla Strappafelci


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