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Le promesse e la realtà

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LA SCUOLA PROMESSA
In questi mesi abbiamo assistito a un fiume di rassicurazioni sulla magnificenza della scuola, definita del merito e del rigore, che andava costruendosi sulla base della nuova "normativa", pomposamente definita da taluni riforma .
Questo purtroppo non corrisponde a quanto si rileva parlando con coloro che la scuola la fanno e la vivono. Le organizzazioni orarie spaziano in un ventaglio fantasioso dettato dalla necessità di utilizzare organici scarni e insufficienti. Così si assiste alla frammentazione, che non va confusa con l'autonomia scolastica, dell'offerta formativa in tempi e modi diversi tra scuola e scuola a seconda che si sia deciso di tagliare sul tempo, sulle supplenze o sulla progettualità laboratoriale. Si assiste all'assurdo spostamento dei precari da una regione all'altra, a causa dell'incomprensibile gioco delle graduatorie professionali. Si assiste alla riduzione degli insegnanti di sostegno e al danno che ciò comporta a chi ne a bisogno. Abbiamo classi di 28/30 elementi in cui, con tutta la buona volontà, è quasi impossibile strutturare interventi costruttivi sul piano relazionale e sul recupero delle criticità. Tuttavia la spinta delle istituzioni è tesa verso la realizzazione di progetti indirizzati alla "soluzione" (o alla compressione?) di problematiche legate al bullismo, e più in generale ai "cattivi comportamenti" dei ragazzi. Come se fossero tutti borderline, tutti da recuperare, tutti da rinquadrare. Tocca a noi genitori ricordare che dietro ad un ragazzo capace di costruire dei rapporti sani con gli altri, c'è un lavoro quotidiano fatto di gestione delle relazioni, di condivisione, di solidarietà e di rispetto di regole assunte per bisogno e convinzione e non per imposizione? Lavoro che necessita di tempo e di una mediazione pedagogica dell'insegnante che non va d'accordo con il taglio delle risorse umane ed economiche, di fatto realizzato, e con un preteso autoritarismo sterile che non "forma" i ragazzi, ma li consegna ad una scuola del libro e quaderno che li riporta indietro ad un tempo in cui loro, che sono il futuro del Paese, non devono e non possono conformarsi.

Carla Strappafelci
CGD Roma


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